ultima notte prima del gas: fra Sarajevo e Gaza

ultima notte prima del gas: fra Sarajevo e Gaza

eccoci in una sarajevo bianca e silenziosa.Quà e là i semafori o parti d’illuminazione non funzionano. Un lungo viaggio da ljubljiana fino a casa. Una lunga infinita serie di paesaggi innevati. Gelo.

L’autostrada croata incorniciata da boschi ghiacciati, alberi segnati alla propria sommità da falchi immobili. predatori attenti ed affamati in un’atmosfera da regina delle nevi.

Siamo arrivate, i bimbolini accompaganti da Nerma, al caldo a giocare, raccontare le impressioni di due settimane di inghilterra, noi a casa. Fa freddo, anche se a prima vista non sembra, anche se i 9 gradi segnati dal barometro sembrano incoraggianti, il freddo non ci mette molto a prenderti, attanagliarti.

Accendiamo in cucina il nostro termosifone appena acquistato a zagabria, dato che a Sarajevo sono andati in esaurimento e accendiamo il forno… che a fasi alterne lasciamo aperto con la ventola per soffiare altra aria calda in questa nostra piccola cucina.

I computers sul tavolo, internet in funzione, riavviamo le comunicazioni interrotte e sporadiche degli ultimi quindici giorni.

Quand’ecco che il gas arriva a sarajevo dalla serbia, ha superato zvornik e domattina (sabato 10 gennaio) dovrebbe arrivare anche nelle nostre case. Nel frattempo sui forum si rovescia, per la prima volta, un’ondata di grazie serbia, serbi e derivati. Un gran gesto politico, che sia regalato venduto o svenduto, rimane un grande gesto politico e fa piacere vedere che di tanto in tanto si riesca a fare politica.

Qui invece la politica tace, agisce di rimessa, il problema di fatto resta delle persone e della compagnia del gas. Tutt’al più del Cantone. E’ vero, di tutta la bosnia sono le due Sarajevo e zvornik le uniche colpite dalla crisi energetica, ma in ogni caso un governo dovrebbe dare risposte, offrire garanzia alla propria gente…

ma lasciamo perdere, non è certo della gente che si occupa la partitica bosniaco-erzegovese. Mia suocera dorme da un’amica, i bimbi di drina stanno male (febbre e bronchite) questo freddo non li ha certamente aiutati. La nonna di srle non ha che una stufa a gas… e … troppe le storie che in questi soli 4 giorni hanno messo ancora una volta in mostra le fragilità di questo luogo.

Patti di solidarieta, fra le persone, amici che dividono stanze, ospitano i/le più fragili; il panico della memorai il respiro mozzato e la litania non durerà a lungo che riecheggia altre litanie altre speranze.

Certo 4 giorni, l’Europa in 4 giorni ha fatto mille ed un incontro ha mandato osservatori, certo non sono schierati… ma è l’Europa che si è schierata per riscaldare se stessa. Niente vittime umane, bambie/i uccise, persone cancellate. Gaza dura ormai da 12 giorni.. l’europa tace l’america tace nella transizione dei mandati.

Ho freddo, tanto, quanto ne provavo ogni volta che d’inverno sono rientrata nella casa della mia infanzia. Un paesino nelle serre calabresi. Una casa dai muri spessi, chiusa per la maggior parte dell’anno. Una casa amata ma fredda. Abbiamo battuto i denti le mie sorelle ed io per molti inverni di seguito, ostinate a volere ritornare là, nonostante vivessimo già altrove. Tutte le coperte in un stanza, la stufa accesa e tutte insieme a parlottare, fare notte con un paio di altre amiche ostinate.

Faceva freddo ma pesava molto meno, non c’era il mercanteggiare russo-ukraino, non c’era la massima attenzione di un’europa, al proprio benessere e la massima disattenzione, della stessa europa, alla palestina.

Domani dovrebbe cominciare a fare meno freddo, sempre domani c’e una manifestazone di solidarietà alle vittime palestinesi. Comunque gas o non gas ancora una volta l’Europa ha dimostrato cosa le preme più di ogni cosa.

vado a preparare un buco caldo per la notte…

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One Response to “ultima notte prima del gas: fra Sarajevo e Gaza”

1. sara
said on January 14th, 2009 at 20:13

Che dire…queste frasi mi lasciano di stucco! Come non si fa a pensare ad anziani e bambini al freddo?
L’indecenza non ha limiti…

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