fare, non fare, disfare

fare, non fare, disfare

not-to-do lista

Fare, non-fare, disfare, ovvero retorica del quotidiano.

Davanti al crack di google, ieri, sono riuscita a lavorare male, tirata per le maniche, il collo ed altre appendici di contatto del mio corpo. Il fatto che, il gigante della comunicazione, sia collassato, c’entra naturalmente come il cavolo a merenda, ma meno di metà delle cose che ci/mi muovono hanno diretti collegamenti con il nostro/mio fare/non-fare.

Dunque, ieri, cosa mi ha distratta… Tutto! Me stessa! Ogni cosa!

Forse c’entrano gli/le invalidi civili dell’ultima guerra bosniaco-erzegovese che sono entrate nell’edificio del parlamento della federazione della BiH. Insoddistatte per una legge che vuole limitare l’aiuto ad invalidità pari al 90-100% con la scusa che non ci  sono soldi per mantere/assistere …

Forse è per il fatto che la neve si sta sciogliendo e lo smog alzando o ancora, per la infinita fatica di sisifo, che è gestire una organizzazione autonoma ed indipendente senza farsi sbranare dalla amministrazione.

Forse!

Certo c’è la solita retorica del quotidiano di questi luoghi, avvelanati di partitica, di continui rilanci alla demolizione, divisioni, chiusura.

Il 1 marzo, festa della BiH (di un pezzo di quella che è uscita da Dayton) è domenica, quindi ci si riunisce in seduta straordinaria e si decide di non lavorare il lunedi. La solita commemorazione fatta da più o meno un terzo della popolazione. E, naturalmente, l’occasione per ribadire chi ha ucciso chi,  dove e come.

Un gruppo della diaspora Australiana serbo-bosniaco, chiede di togliere il tunnel di sarajevo dalla offerta turistica della città, dicendo che la sua costruzione è stata fatta con la sofferenza e la morte di prigionieri serbo-bosniaci maltrattati ben oltre i limiti della Convenzione di Ginevra.

La risposta arriva, sferzante e retorica. Il simbolo della resistenza della città non si chiude.  E’ lo stesso tunnel che è rimasto aperto grazie allo sforzo individuale e spontaneo di privati.  Lo stesso tunne,  che ha costruite le fortune di Brankovic il super-corrotto premier della Fed-BiH, lo stesso tunnel che ha arricchito Celo e le varie elite mafiose bosniaco-musulmane e non solo. Si un simbolo, certamente, ma di quali memorie e di quali dolori.

Il tunnel è piccolo, asfittico, pieno d’acqua. La storia che ha è forte, intrisa della disperazione di una città chiusa e del traffico/smercio dei pochi. Il simbolico che lo intesse meriterebbe molta più storia e  rispetto.

Non so chi ha scavato insieme ai prigionieri serbo-bosniaci, non so se e quanto abbiano scavato… vorrei saperlo. Come vorrei che la bambina di otto anni, molestata da un imam pedofilo, sapesse che lei è la vittima mentre continua a rimanere nel piccolo villaggio, sola, punita dalla tradizione, assediata dalla “colpa” di avere parlato.

oggi faccio la lista delle cose da non fare.E’ la prima volta, speriamo aiuti.

vale

Tags : , , , , ,

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: