Komsiluk – bagatelle di quartiere

Komsiluk – bagatelle di quartiere

Max uscirà domani con un passaporto serbo dopo esserci entrato con uno bosniaco. Molto simbolico anche se ovviamente è solo colpa del fatto che ho perso il passaporto bosniaco. Poi l’ho ritrovato e l’ho portato alla veterinaria che doveva vedere le informazioni che le servivano. “Ah ah – mi fa – quest’ambulatorio è a Stari grad Sarajevo, noi siamo a Stari grad Belgrado”. Chissà cosa pensava, nostalgia? senso di colpa?. “Eh sì sempre in centro” le ho fatto per stemperare quel sentimento che mi imbarazzava un po’.

Ora che max ha cambiato nazionalità anch’io mi sento un po’ più a casa anche perchè qui a Cvetkova pijaca è impossibile, è un piccolo giardino, tutti conoscono tutti e se tu non li conosci, loro conoscono te.
C’è la signora che io non ho mai visto che ferma il mio cane chiamandolo per nome “Max come sei bello come stai?”. Questa volta decido di non farmi ignorare e cerco di consocerla, giusto per recuperare e non avere meno amici del mio cane. La signora è la moglie del vicino, mi fa “ha presente quel balcone con quei due piccoli cani ridicoli? Ecco io sto li”. Socchiudo gli occhi e registro mentalmente “ah così questa è la moglie dell’ex pappone .. sarà la famosa ucraina? sembra tanto carina!”. Lo stesso ex tenutario di bordello è sempre più amichevole e si sbraccia ogni volta che esco per salutarmi e mi dice ma vedi che sono più comodi questi cani per la macchina altro che il tuo! Ma essendo max ormai super educato entra subito si mette sul pavimento della macchina e si accuccia tirando in dentro al coda con mia grande soddisfazione.

Al negozio vicino casa invece avevano informazioni proprio su di me “Tu abiti lì vero?” mi fa l’omino “mmh mmh” annuisco. “E lavori per qualcosa tipo l’ambasciata vero?”. Cristo, sgrano gli occhi un po’ inquietata, ma poi mi spiega che una sua amica voleva prendere la stessa casa e lui si era informato (certo i miei padroni di casa non si sono trattenuti dal diffondere notizie sulla futura inquilina). Max poi ora ha un’amichetta del cuore, la cagna del giardino accanto, che ormai sta sempre con noi. Riesce a sentire quando sto per portare fuori il cane e si presenta alla porta, spesso bussa per farsi aprire. Ormai è in effetti difficile non notarmi, sono la regina dei cani con Max con il suo guinzaglio e lei che sballonzola a destra e a manca pisciando come se volesse segnare il territorio (ma non lo facevano solo i maschi?). E ogni volta c’è il ficcanaso che vuole precisare per farmi capire che “sa”: “Ma l’altra non è sua vero?”. L’altro giorno appunto stavo per uscire con il cane, faccio un paio di chiacchiere con i figli del vicino (un altro ancora) appena arrivati dalla germania con un bambino di cinque anni circa. Esco, l’amica di max ci raggiunge, incontro la famigliola e la madre mi fa “mi puoi guardare il bambino? cinque minuti” “Certo” faccio io e mi rivolgo al piccolo dusan. “Parla solo tedesco” mi fa la mamma. mmm wie heiss du? e la nostra conversazione si ferma. Insomma sto una mezz’ora con questo bambino a comunicare con sorrisi e braccia che indicano. andiamo ai giochini e non riesco neanche a dirgli bravo. Lui però è contento, docile. Ovviamente il mio cuore si strugge per il bambino che non parla. Chissà che incubo estati solitarie in cui non riesce a parlare con nessuno, per questi genitori stronzi che non gli hanno insegnato il serbo e lo costringono a venire l’estate dai nonni con cui non puo’ parlare. Infatti mi ha amato e il nonno mi ha chiesto se potevo passare di nuovo a trovaer dusan.
Oggi è tornato lui. Il solito nonno mi ha chiesto se poteva venire a giocare nel mio giardino con i cani. Certo e ormai il piccolo D. mi parlava un sacco, mi raccontava quello che faceva con max e io non capivo nulla. Dopo un po’ e’ tornato il nonno “Puo’ venire anche lara?” L’amichetta. è venuta anche lara che invece era di qui e non parlava perchè era ancora più piccola e probabilmente era un po’ confusa dal bambino che parlava in tedesco.

Invece l’austista che l’altra sera mi ha riportato a casa non è molto convinto della mia abitazione. “Ma come vivi da sola?” dice “E’ si” rispondo. “Ma non hai paura dei ladri” no faccio, ho il cane. Lui mi guarda di sbieco e non c’e’ bisogno di dire altro, max non fa molta paura.
“Sai – continua – stanno attenti a vedere quando uno c’è, non c’è, le luci.. “. “Vabbè io ci sono sempre quest’estate”. “Eh ma a volte entrano anche quando ci sono i padroni di casa… non sai quanti ne hanno ammazzati!”. Eh super. Oggi l’ho rivisto mi fa “Allora ancora nessun furto?” “No, ma se succede so chi andare a cercare per primo” gli ho risposto.

Ma in questo momento sono abbastanza tranquilla perchè se per caso dovesse entrare qualcuno gli posso scagliare addosso uno squadrone di zanzare ben armato che sto addestrando in queste notti.

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