Flusso, puro flusso terapeutico..

Flusso, puro flusso terapeutico..

Va bene non ce la faccio più anche se qui sta tutto andando a puttane ed incredibilmente dal gay pride sembra dipendere la stabilità della Serbia e la sua eventuale entrata in Europa, anche se hanno smantellato i rom sotto il grande ponte dell’autostrada che passa da Belgrado e i pare che nei nuovi piccoli settlements fatti di containers non si possa andare come giornalisti perchè ai leader di ogni sistemazione hanno detto di non parlare io DEVO parlare delle mie piccole bagatelle di quartiere. Diremo che me l’ha ordinato il mio analista, anche se senza il trainer di max mi sento così orfana di qualcuno che mi dica come sto e come dovrei stare. Ok flusso di coscienza! così chiameremo questo post.. soprattutto faremo finta di avere un pubblico, parlando con il plurale maiestatis. (Per fortuna non uso il mio nome così nessuno può chiamare le autorità e farmi fare un TSO leggendo il blog. Tranne tu mamma ma non lo fare).

Iniziamo come al solito con la situazione cani: da quando siamo tornati il cane del mercato si è piazzato davanti a casa nostra. Medo,  lo conoscono tutti e tutti ci tengono, però questo enorme sacco di pelo, oltre a cacciare ogni volta me e max dal mercato dei fiori (”difende il suo territorio”mi dicono “è un buon cane” intanto max impazzisce con il pelo ritto sul collo), me lo trovo sdraiato di fronte alla porta. Max è così irritato che fa finta che non ci sia sposta la testa da tutte le parti pur di non guardarlo, anche se ce l’ha sotto il naso. Io un po’ sono contenta perchè un cane in più a difendere il mio territorio….

Il branco del parco invece ci odia sempre di più. Prima max faceva lo spavaldo e ci provava sempre a corrergli dietro con fare minaccioso fino a che il capo, annoiato da quel borghesuccio che gli rompeva le scatole, non decideva di fare una finta rincorsa, giusto per far filare via max tra le mie gambe. Adesso il mio cane inizia ad abbaiare a me finchè non gli metto il guinzaglio che si sente più sicuro.. e quelli sbucano dai cespugli in sette o otto digrignando i denti. Il capo è il cane marrone chiaro, il più bello, anche quello molto amato da tutto il quartiere, è il primo ad uscire minaccioso ma poi si ritira subito e lascia il lavoro agli scagnozzi.  Io sono sempre affascinata da queste dinamiche di gruppo quindi resto non fuggo e impongo a max di restare e di fingere di essere contento. Lui abbaia e mi guarda disperato.

Parlando dei vicini invece è finalmente tornata la mia vicina di casa, madre del mio padrone (quello che sta a Kotor), tanto carina, e mi ha svelato un po’ di gossip: all’ultima festa che ho fatto è arrivata la polizia. Io ero convintissima che fosse stata la vecchia (pardon la signora anziana) di fronte, che continua a chiedermi quanto pago d’affitto ogni volta che la incrocio e per questo non la sopporto. Invece pare che sia stato il maledetto vicino ex tenutario di bordello, quello che ogni volta che torno o che vado appare magicamente nella sua terrazza più spesso in mutande e canottiera e si sbraccia per salutarmi per scambiare quattro chiacchiere per fare una battuta su max. Ebbene l’infingardo ha chiamato la polizia alle 11 e mezzo di un sabato sera in cui non avevo neanche tanto casino a casa asserendo che non poteva dormire. Non si è neanche disturbato a venire che so a dirmi qualcosa prima, ha chiamato i poliziotti. Maledetto.

oggi ho iniziato a parlare con la vecchia (persona anziana) che non sopportavo e per la prima volta non mi ha chiesto quanto pagavo d’affitto, mi ha chiesto solo cento volte se da me vengono i gatti visto che da lei arrivano si stabilizzano e figliano in gran quantità. Io per cento volte le ho risposto che no, non vengono i gatti perchè c’è il cane.

Non è così male.

Invece oggi è tornato il fratello della mia vicina (madre del proprietario) che mi ama molto con cui in pratica ho passato la mia estate belgradese. Mi ha fatto un lunghissimo discorso di cui non ho capito nulla, ha fatto una lunga pausa attendendo una mia reazione e io nel buio totale gli ho dato una risposta che qui è in genere standard: “super!”. Lui mi ha guardato stranito e mi ha replicato “cosa è super?”  e mi ha voltato le spalle convinto di aver sprecato il suo tempo.

Cacchio mi devo trovare degli amici veri…

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3 Responses to “Flusso, puro flusso terapeutico..”

1. Lilit
said on September 21st, 2009 at 09:35

Cara Lucy, mi sembra che la tua permanenza a Belgrado sia segnata da molta solitudine, forzata o scelta non mi è ancora chiaro. Un po’ lo è anche la mia a Milano, malgrado sia sempre circondata dalle persone che mi piaciono e alle quali, sembrerebbe, io piaccia. Sarà che siamo entrambe affette da quella dose del narcisimo che ti fa sempre desiderare di essere altrove…Ad ogni modo, la mia vicina milanese, giornalista di tre figli maschi, il pirmo gennaio dell’anno scorso mi ha mandato la polizia in casa perchè dalle 17 alle 20 ho fatto la festa di compleanno di mia figlia di 5 anni! Non so cosa li abbia raccontato al telefono ma i polizziotti erano sconvolti e ripetevano solo tante volte “meno male che è solo la festa di compleanno!”. Cosa pensavano che fosse? Una carneficina? In realtà trattasi, secondo la mia analisi spicciola, dell’invidia percè io sono alta e piacente mentre lei è bassa e tarpana e anche di quel cognome straniero che finisce in “ic” che tanto le dà fastidio.Immagina che il suo terzo figlio andava alla materna nella stessa classe con la mia figlia! Una vera fortuna, credevo quando sono arrivati, potranno giocare assieme. Invece… Dicevo io, tante somiglianze fra Belgrado e Milano. Non l’ultima la testa fracassata del turista francese…che il mondo occidentale debba pagare i suoi peccati razzisti attacati dai taleban belgradesi, non lo avrei mai pensato…

2. beppe
said on September 22nd, 2009 at 07:43

L’altro ieri un australiano ha fatto la stessa fine, picchiato in una toilette al Kalemegdan (almeno gli “huligani” hanno scelto una bella location).
E ieri il 24 sata titolava: “Dobrodosli dragi gosti, slomicemo vam kosti”
Speriamo si tratti di un fenomeno destinato a scomparire..

3. Lorenzo
said on October 6th, 2009 at 11:48

Sono belli questi racconti; per dirla col Guccini, potrebbero essere definiti “Stanze di vita quotidiana”.
Le amicizie – quelle vere – son difficili da trovare un po’ dappertutto, comunque… :(
Ogni tanto tornerò a visitare queste tue pagine, che trovo molto interessanti.

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