small talks..aggiornamenti molto veloci da Belgrado

small talks..aggiornamenti molto veloci da Belgrado

Posted by lucy on 11 November 2009 , No comment

È quasi confortante rendersi conto che l’inverno a Cvektova Pijaca ha lo stesso odore dell’inverno a Sarajevo: di nebbia e carbone. In più l’altro giorno sono stata svegliata da un corvo: “crawwwk!” ha fatto sotto la mia finestra. “Ecco – ho pensato – è arrivato l’inverno”. E con l’inverno è arrivato lo zar, Medvedev, accompagnato da una propaganda d’altri tempi: “l’amicizia serbo-russa”, la visita al patriarca, alla casa dei fiori ovvero il mausoleo di Tito e la Serbia che è più forte dopo la visita russa. È arrivato il 20 ottobre, non per rimarcare un mese dal mancato gay pride ovviamente, ma per il sessantacinquesimo anniversario della liberazione di Belgrado. I cento trombettisti migliori del paese sono stati convocati per un concerto in piazza della Repubblica dove si sono suonate canzoni della tradizione serba e russa in omaggio all’arrivo del giovane premier di cui hanno iniziato a circolare biografie su tutti i mezzi di comunicazione che ci tenevano a sottolineare come egli amasse il rock americano come il Black sabbath e i Deep Purple (per renderlo meno sovietico svelano le sue simpatie per la musica imperialista?). La città è stata bloccata con le radio che trasmettevano via via durante il giorno le varie strade dove non si poteva andare ne’ a piedi ne’ in macchina perché il percorso doveva rimanere segreto fino all’ultimo.

Passato il ciclone, tutti sembrano un po’ chiedersi che cosa sia successo. Lo zar doveva arrivare con un miliardo di dollari per risanare i conti pubblici serbi, ma le condizioni del prestito sono tutt’ora in fase di definizione (pare invece sicuro che Gazprom sarà sponsor della Stella Rossa cosa che rende tutti più felici).

La Serbia costruirà un deposito per un deposito per il gas pagato dalla gazprom e per quest inverno ha fatto un accordo con l’Ungheria. Io grazie al cielo mi sono procurata una stufa a legna così sono fuori dalle loro dispute di quartiere. Se solo sapessi accendere il fuoco. Il riscaldamento è una questione molto importante in un paese dove l’inverno può arrivare a meno 15 sotto zero, ognuno ha il consiglio giusto per farti spendere poco e stare al caldo, la stufa in una casa come la mia sembrava la soluzione migliore. Già dopo una settimana ho capito che mi riscaldo soprattutto nelle ore passate a tentare di accendere il fuoco, sia per la quantità di carta che brucio sia per il movimento (apri la botola, prendi il legno, incazzati per il fiammifero che si spenge, vatti a lavare le mani nere di carbone, bestemmia perché ti è caduta la cenere sul tappeto..etc. etc.), brucio quintali di diavolina e contribuisco a creare nel quartiere quel tipico odore d’inverno di questi paesi.

Intanto le promesse per la liberalizzazione dei visti per Macedonia, Serbia e Montenegro sembrano sempre più realistiche, forse addirittura dal 19 dicembre “per le vacanze d’inverno”. Ma ancora nessuno ci crede veramente. “Ogni anno ci dicono che da gennaio i visti saranno liberalizzati” mi dicono tutti i serbi che conosco, tanto che l’altra sera per fare anch’io la navigata e cinica sostenevo con questa mia amica ‘è ma chissà se poi è vero..’, lei, serba mi guarda disperata – anche perché il fatto che abbia lavorato in ambito internazionale mi rende depositaria di chissà quali segreti – “Perché dici così? – ribatte – ce lo stanno dicendo da mesi, dev’essere vero per forza!”. Mi mordo la lingua.

Allo stesso tempo pare che verrà ripristinata la linea ferroviaria Belgrado-Sarajevo, prima corsa il 13 dicembre (per le vacanze anche in questo caso?), immagino che si fermerà nella stazione centrale non mi risulta che Istocno Sarajevo abbia una stazione dei treni, la domanda che si fanno tutti è quante ore ci metterà.

Invece mi sono sentita veramente ingenua quando ho scoperto di essere l’unica (insieme a Brammertz procuratore dell’ICTY) a non sapere che Mladic abitava a Banovo Brdo, un quartiere di Belgrado. Pare assodato, c’è pure l’amico dell’amica che si è trovato nel negozietto quando lui ad un certo punto entra e tutti lo salutano ‘salve generale’ o qualcosa del genere. Come in quella sit-come artigianale che apparve un paio di anni fa su you tube con Mladic che viveva nello sgabuzzino dei nipoti, studenti a Belgrado, attrezza lo sgabuzzino come se fosse il suo quartier generale in qualche sperduto angolo della Bosnia o del Montenegro, manda i suoi dispacci e le sue memorie di guerra e poi va di là e si beve qualcosa al party dei nipoti e si porta pure in camera la più carina della festa.  Ogni tanto arriva una telefonata: “generale è pronto ad arrendersi?” lui ci pensa .. “no via, ancora no..”.

“Come per Karadzic – mi dice una mia amica – lo hanno preso in un bus a Novi Beograd.. ti prego! Almeno i croati con Ante Gotovina hanno avuto l’intelligenza o il buon gusto di averlo fatto catturare alle Canarie..”. Quale sarà il modo giusto per arrestare un criminale di guerra?

Tags : ante gotovina, banovo brdo, belgrado, Brammertz, Gazprom, karadzic, Medvedev, mladic, Stella rossa, visti

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