morte ai gay viva i gay

morte ai gay viva i gay

Al media center ci sono Amnesty international, National Endowment for Democracy, Civil right defenders, l’associazione progay e Gay solidarity. In perfetto inglese si parla di come domani la gay parade di Belgrado segnerà un cambiamento irreversibile per il paese, di come questa lotta condotta con testardaggine non è solo per la popolazione LGBT ma anche per i diritti di tutti, la libertà di espressione in primis. “Dobbiamo aprire una conversazione – dice Claire Dimyon attivista britannica – mostrare la mano aperta, anche se domani sfileremo circondati da poliziotti, loro saranno la nostra prima audience e poi andremo con la mano aperta anche dalla chiesa anche da quelli che scrivono i graffiti, bisogna far vedere che vogliamo il dialogo”. Se ne deve andare Clare ma lascia la platea dicendo non pensate alle cose negative pensate a quelle positive. Domani ci sarà il primo gay pride, e dagli anni prossimi non sarà più una questione se fare o non fare il pride ma di come farlo. E vai, la rivoluzione sta riuscendo, è dura sembra dire il forum di oggi ma domani c’è la gay parade e il governo è con noi, la politica – con parecchie pressioni internazionali si ammette – ha scelto la parte della parata. Mi viene sempre da pensare da come la lotta per la libertà di orientamento sessuale sia una delle poche che ancora dirompenti in questa parte di mondo, una chiave per il progresso. Prendiamo il nostro badge per la stampa con i colori dell’arcobaleno, approfittiamo del pranzo e guardiamo l’orologio, fra un po’ c’è l’annunciata “marcia della famiglia”, speriamo di beccarli penso mi sa che saranno quattro stronzi come l’anno scorso. Ad un certo punto tutti vanno alle finestre, impietriti, la marcia della famiglia sta passando sotto le finestre del media center e stanno tutti inveendo contro le finestre.
Corriamo giù a vedere. E’ un fiume di persone che urla ubi ubi pederi “uccidi uccidi i gay”, “la parata non si farà” e anche il grido che cantavano contro Milosevic “Salva la Serbia, salva la Serbia, Boris (Tadic, il presidente) ucciditi”. Ragazzi giovani, immagino tanti tifosi, ma anche famiglie, signore e non solo le signore borghesi ma anche hippy vestiti casual. Ci trovo perfino – e mi si spezza il cuore – la mia ex estetista, Svetlana che era il vero motivo per cui ero tornata a belgrado questa settimana, che ero andata a cercare nel mio vecchio quartiere ma che non avevo trovato più. Hanno cambiato il negozio, mi dice, mi vuole dare il numero ma non la sento sono triste perché è alla marcia della famiglia per fortuna ho già cambiato estetista.

Un fiume di persone che si muove il sabato per protestare contro la parata gay. Incredibile. Secondo un poliziotto sono diecimila. “La natura è dalla nostra parte” dice uno striscione dice la ragazza che lo tiene che la famiglia è in pericolo per la crisi, per il fatto che lo stato non fa nulla e la gay parade? è una provocazione di quelli che hanno rovinato la nostra nazione. La seconda signora non vuole parlare inglese, mi dice sono qui per appoggiare la famiglia ortodossa, contro la gay parade? Sono per appoggiare la famiglia nient’altro.

Cerco quello un po’ più casual, un quarantenne con un camicione il capello lungo, si scopre che è il bassista degli Ekaterina Velika un gruppo mitico negli anni ottanta in ex yu.

Ci dice che non ha niente contro il gay,”La marcia è perché la maggior parte della nostra gente è contro l’idealizzazione dell’omossessualità. Io ho tanti amici gay, ma ma siamo contro la globalizzazione che usa l’omosessualità per i suoi sporchi interessi”. COSA? EHH? chiedo ridendo non ce la faccio. “Allora – mi spiega con pazienza -io sono contro l’America, morte all’america e alla sua politica” Ma anche contro l’Europa? “L’Europa è serva dell’America”. Ma la Serbia sta facendo di tutto per entrare in europa..”Non sono i leader politici che sono traditori! sono solo servi per dell’unione europea e del pentagono”. e questa gente è tutta contro l’america contro l’europa? “sì è opinione comune”. Chiede l’I. non sei contro la democrazia?”La democrazia come appare oggi non è vera è uno strumento per la manipolazione”. Ma non pensi che oggi grazie alla democrazia tu puoi sfilare così come domani possono sfilare altri? “L’evento di domani è un evento del pentagono, Radio free europe è pagata dalla cia, i giornali sono pagati da Soros. Noi siamo contro di questo non gli omosessuali che sono solo povere persone che sono usate per scopi sporchi”. Ma se non fosse così, se non fossero manipolati dall’esterno. “Non è possibile perché loro natura i gay amano l’intimità, non fanno queste manifestazioni”. Ma se siete contro l’Europa etc. cos’è nostalgia per Milosevic? “questa è una domanda stupida, noi tutti eravamo contro milosevic, abbiamo fatto le marce contro milosevic e lo abbiamo buttato giù”. Poi vabbé il batterista degli EKV che mi diceva scrivilo scrivilo, cima, questo era il mio soprannome dice che sono blasfemi, che insomma anche in italia che hanno vietato l’uso delle croci a scuola è un errore e lì mi incazzo e gli dico che io non sono religiosa e non voglio le croci nella scuola pubblica. “Ah sì certo – dice un po’ imbarazzato – in questo caso in effetti la conversazione è un po’ stupida”. Bravo.

bon. Il ragazzino con la scritta “Dosta je” e il bicchiere con la classica goccia che fa traboccare il vaso. Che vuol dire? è incerto. “Ma vuol dire basta” a cosa? “non so” ma perché sei qui? “eh vedi? ci sono i miei amici”.

Ma il massimo si raggiunge con un altro signore casual occhiali da sole e una sciarpa che sembra una kefia. Gli chiediamo perché del volantino “vi aspettiamo” è un po’ una minaccia. Dice sì certo. Ma sarà pericoloso domani? può darsi, ma lei è d’accordo con questa violenza. Sì è l’unico modo. Ma perché scusi che gli hanno fatto i gay? Ci guarda, ci soppesa se siamo sufficientemente di fiducia, si toglie gli occhiali da sole e ci dice “Mia figlia, 7 anni fa, me l’hanno rapita i gay”. Silenzio. Imbarazzo. Ce ne andiamo.

to be continued…

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