Abbasso Ivan, Forza Ivan!

Abbasso Ivan, Forza Ivan!

Ormai è passata anche questa mezza settimana a giro per l’Italia accolta come un’eroina. Com’è andata? ti ho pensato? stai bene? Eh ma tu lo dicevi degli hooligans..tutti preoccupati che chissà cosa mi fosse successo tra questi serbacci che tutta Italia ha visto in azione allo stadio di Genova. Sono tornata martedì sera da Belgrado, in macchina, con max che mi guardava storto (”di nuovo le solite dieci ore in macchina!”), con pochissimo sonno alle spalle, guidavo come una pazza sorretta dall’adrenalina ancora in circolo del gay pride e da questo fantastico antidolorifico serbo: 500 mg di paracetamolo più imprecisata quantità di caffeina, medicinale con ogni probabilità vietato in Italia.

Parcheggio accendo la tv e mi ritrovo davanti Ivan “il terribile” Bogdanov,le sue tronchesi, il suo passamontagna, i tatuaggi il suo dito medio e la mamma che dice che è il figlio più buono del mondo. La caricatura perfetta che ha sbancato tra i vignettisti serbi e italiani. Insieme a lui, tutti i suoi simpatici compagni.
ll fatto che poi fossi tornata con un occhio nero (dovuto a problemi tecnici della macchina e a tre serbacci che mi aiutano a spingerla sul marciapiede e al rinculo che mi fa sbattere lo sportello aperto sull’occhio, sì insomma è comunque colpa loro), ha notevolmente amplificato l’effetto. Oddio mio che ti hanno fatto?!

Dopo qualche giorno, da lontano mi sembra tutto assurdo, il ripetersi di parole ne annulla l’effetto.
Serbi, serbia, effetto serbo, serbismo, non è questa la serbia, scusa dai serbi…ecco direi che stucca un po’.

La squalifica dagli Europei o la squalifica dall’Europa?

bulevar


Chi non vuole la serbia in Europa? Si vuole buttare giù il povero Tadic che ama l’Europa ma ama anche il piccolo berlusconi della Repubblica Srpska, che invita Ceca vedova di Arkan per chiudere il suo comizio elettorale?
Chi non vuole l’entrata in Europa di Belgrado?  I tycoons i  mafiosi? Sembra questi ultimi secondo le indiscrezioni dei giornali. Fra questi entra in gioco il mitico narcotrafficante Darko Šarić, accusato di aver organizzato un carico di 2,8 tonnellate di cocaina dal Sud America all’Europa, che sembra essere riuscito negli ultimi due anni a comprarsi mezza serbia (il montenegro lo aveva già in parte e comunque c’è troppa concorrenza) all’insaputa di tutti. Oggi di Šarić sappiamo tutto e lo incolpiamo anche un po’ di tutto, pare che Saric appunto abbia dato 200. mila euro agli uligani per fare casino sia al gay pride del 10 ottobre (di cui magari più in là daremo conto) sia alla partita contro l’Italia. Il Kurir tuona che i soldi sborsati sono 1 milione (1 MILIONE) e che il prossimo inferno ci sarà per il derby cittadino stella rossa, partizan il 23 ottobre a Belgrado.

Il più informato Blic parla della mala di Novi Beograd coinvolta negli affari sporchi delle compravendite di giocatori, dell’utilizzo dei tifosi per spaccio e raket. Forse sono coinvolti anche nella vendita del portiere Stojković attaccato a Genova. Insomma tornano le cose che si dicevano un anno fa con le inchieste sulla mafia dei tifosi dopo la morte di Brice Taton. Questa volta però si fa quel collegamento che l’anno scorso si aveva un po’ di remore a fare ovvero quello con la mafia novobelgradese e con il suo boss Dejan Stojanović Keka. Bhe’ insomma l’avevamo scritto noi, peccato che Narcomafie lo leggano in pochi. Ma mi aveva stupito come nessuno volesse parlarne, come se lo stato fosse così debole e loro così forti.
Adesso invece è necessario buttarli a mare questi mafiosi perché hanno esagerato ed è bene dire che è solo colpa loro. Che c’è un complotto delle forze del male contro la Serbia in Europa. Così come i gay sono pagati dalla CIA. Quello che mi conforta è che i miei due temi si sono messi insieme Saric e hooligan, e anche gay. Il che mi mette al primo posto fra i sospettati come autrice del complottoKneza Mihajlova ..

Cronaca del gay pride e dell’anti-gaypride

Invece domenica dieci ottobre è stato il giorno della guerriglia in città e della polizia speciale. La città è vuota quando arriviamo al cordone di polizia, vuota con alcuni ragazzotti che camminano non lontano, fanno finta di niente. Uno dei poliziotti mentre entriamo nel primo cordone si fa ripetutamente il segno della croce ancora ci chiediamo se perché davanti a peccatori o perché pregava il signore di mandargliela buona in quella giornata. Il gay pride è un grido di felicità, ce l’abbiamo fatta, abbiamo l’Europa con noi, abbiamo l’America, siamo coraggiosi e siamo quelli che cambieranno il mondo. Ci sono le persone più aperte e più coraggiose, ci sono pochi gay come al solito nei gay pride a rischio nei paesi dell’est ma alcune piccole delegazioni da varie parti dei balcani (coraggiosissimi bulgari, teneri i greci).  C’erano anche gli anarchici che erano fra i primi del corteo con la scritta “morte al fascismo”. Questo era il significato più ampio della manifestazione, non solo per i diritti dei gay e delle lesbiche, ma basta al fascismo che impedisce la manifestazione di diversi punti di vista, di diversi modi di essere.

Il corteo arriva al suo traguardo il SKC e noi, io e un’altra giornalista italiana, vogliamo uscire, abbiamo sentito di scontri, vogliamo andare a vedere. Chiediamo ai colleghi serbi: che succede? casino? loro, manco a dirlo, minimizzano. “Sì qualcosa ma niente di che”. Va bene superiamo in senso contrario il primo cordone di polizia e ci sono questi tre  vestiti da cristiani hippy che con le icone in grembo e gli occhi bassi mormorano preghiere contro il peccato, dietro di loro lo scenario diventa sempre più surreale, persone sparse in una città vuota come dopo una battaglia, i cordoni, di polizia che non ti fanno passare, i lampioni divelti, le pietre per terra, questi giovanotti che vagano a gruppetti o da soli stanno cercando che fare dove andare.. tu cerchi di non guardarli negli occhi, gruppetti di religiosi che pregano o cantano. Noi non troviamo gli altri giornalisti. C’è sempre un punto dove vanno tutti i giornalisti, dice la mia amica, dobbiamo trovarlo anche per non rimanere sole. Aggiriamo il cordone arriviamo da dietro a piazza trg republike, sempre questo misto surreale di gente normale e gruppetti di giovani impegnati nelle azioni, noi ci mettiamo nella scia delle signore che passano. Ad un certo punto escono da un edificio una coppia di sposini, lei bionda con il vestito bianco e la pettinatura ricercata lui nel suo completo da matrimonio. Si rendono subito conto che c’è qualcosa di strano, un giornalista vede la ’storia’ e li approccia, noi facciamo un po’ di foto entusiaste poi come uno sciamo arriva il gruppo di hooligan ragazzini esaltati, molti con il volto coperto, che avevamo visto due minuti prima spaccare dei pezzi di cemento per farne pietre. Si esaltano vedendo il matrimonio “ehhee questa è serbia” urlano e gli sposini intimoriti fanno il tre con le dita, just in case, i ragazzini si autoesaltano ancora di più. Io e la mia amica nel mezzo, nascondiamo cautamente le macchine fotografiche i iniziamo con gli altri ad applaudire. “Sorridi e applaudi e non parlare possibilmente” ci diciamo. Porca puttana gli sciami di uligani, un grosso problema, quel giorno, più imprevedibili di quelli che ingaggiano la battaglia con la polizia…
Poi ci dicono che stanno prendendo a sassi al sede del partito socialista. Ci avviamo. Kneza Mihajlova anche è devastata ancora sciami di teppisti che si passano informazioni e persone normali che camminano con la spesa. Inizia il sapore del gas lacrimogeno i miei occhi scoppiano, bruciano, troppo voglio fermarmi tornare indietro. Neanche fossimo in vietnam, l’I. la mia amica mi prende e mi urla “non possiamo fermarci ora dobbiamo raggiungere studenski trg”, dico ok bestemmio e la seguo. troviamo finalmente i giornalisti, ma è tutto finito, solo devastazione e in lontananza cassonetti della spazzatura pieni di fumo. Una rete di protezione in mezzo ad una piazza e una vecchietta che passa in mezzo alla rete, così. I giornalisti serbi sono un po’ preoccupati per noi.. noi non li molliamo un attimo. Decidiamo tutti insieme di tornare all’inizio di Kneza Mihajlova. Si cammina, poi si sente una pattuglia della polizia speciale che trotta dietro di noi, un’altra, cazzo c’è qualcosa e ad un certo punto c’è questa scena surreale dei giornalisti che corrono al passo con i militari in una goffa imitazione. Hanno rotto una vetrina e qualcuno è entrato dentro tutti ad aspettare di fotografare l’arresto. Almeno due vengono presi e legati e messi in ginocchio. I fotografi esultano.

Poi arriva il sindaco a fare una ricognizione. Lo sciame di giornalisti si fionda il sindaco parla. e dall’altro lato della strada si forma una folla, si addensificano e si uniscono i passanti e i teppisti e iniziano ad urlare “buaa” “buaa”. E a insultare il sindaco, colpevole, di aver permesso il gay pride.
Una signora bionda attraversa la strada, incazzata nera, urla in faccia al sindaco coperto dai giornalisti “Da dove vengono i soldi per tutto questo??” “TU NON SEI IL SINDACO DEI BELGRADESI TU ODI BELGRADO BUAA”.
Ce ne torniamo verso casa contente di essere sane e salve, ma guardandoci continuamente le spalle, e senza guardare nessuno negli occhi.

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2 Responses to “Abbasso Ivan, Forza Ivan!”

1. Fede
said on October 22nd, 2010 at 17:04

Salve, come posso mettermi in contatto con voi?

2. beppe
said on December 27th, 2010 at 10:49

buone feste

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