flusso di coscienza sul settore immobiliare a roma

flusso di coscienza sul settore immobiliare a roma

432212_10150738167715348_518955347_11481262_1575133384_nL’argomento più dibattuto a Roma è la casa. In tutte le salse. Casa da comprare, casa da affittare, camera, monolocale, con giardino, balcone, termo-autonomo, in condivisione o soli. Il piano casa della Polverini…  E le zone, chi teorizza il fuori Roma casetta magari in campagna con lo spazio fuori e chi dice che poi farsi tutto il traffico per lavorare a Roma non ha senso. Roma nord più fine ma collegata male, Roma sud collegata ma coatta? Scegliere in base agli amici o in base alle scuole per i figli? Trastevere e Prati vanno escluse. La Garbatella ex quartiere di case popolari ora è un gioiellino, organizzano visite turistiche al quartiere, quindi è fuori budget. Le pagine di internet più sfogliate sono quelle di Portaportese. A quanto è il metroquadro? qui siamo a 4/4.500 ed è Torpignattara.

Ora i giovani stanno comprando a Centocelle, quartiere popolare per eccellenza, un po’ fuori anche se alla fine ci sono i lavori per la metro C. Certo tutti sanno che non arriverà mai la metro C a Centocelle, che non ci sono i soldi per fare due stazioni in più a tiburtina, figurati se arrivano qui nel profondo est. Ma il quartiere è accogliente, una città più che una borgata, le case costano poco e se sei giovane c’è il Forte Prenestino,  un forte militare occupato famoso per la festa del primo maggio.

Ed anche tu cominci a girare con il naso per aria per vedere i cartelli affittasi, ma anche quelli vendesi. Inizi a visitare case, così senza neanche accorgertene. Ad intrufolarti nei cancelli per dare magari un’occhiata più da vicino. Oggi ho visto su internet una casa che vendono e affittano che avevo visto in una delle prime domeniche passate a Roma passeggiando su via del Mandrione, la via delle puttane descritta da Pasolini, dove c’erano le baracche appoggiate all’acquedotto romano abitate dai rom abruzzesi in condizioni di estrema povertà e precarietà. Le baracche del Mandrione furono smantellate dal sindaco Petroselli e i suoi abitanti mandati nelle case popolari di Spinaceto (quello di Nanni Moretti in Caro Diario “Eh però Spinaceto, pensavo peggio”). Oggi l’acquedotto dalla parte della via è pulito e vuoto, dal lato opposto c’è chi invece si è costruito delle signore case appoggiate, senza nesuna remora, all’acquedotto Felice.

Le uniche case rimase su via del Mandrione sono quelle del lato opposto, a ridosso della ferrovia. Quella che ho rivisto su internet è di circa 60 metri quadri, con un po’ di verde intorno a 600 euro. Un affare. Bisogna solo capire se, vista la vicinanza ai binari, ti fanno fare il casellante.
Anche se a  pensarci bene ho l’impressione che tutte le case che ho visto siano accanto ai binari di un treno, io sto accanto al treno, liena roma napoli. La mia amica sta accanto a termini (tutte le linee), un’altra mia amica sta sui binari del treno all’inizio di via prenestina.
E l’altro giorno invece sono andata a via Montecuccoli e ho visto un appartamento per una mia amica  (sì si fa anche questo) e mi sono resa conto che ero già stata lì. Ma sì il palazzo dove hanno girato Roma città aperta. Anche quello accanto ai binari. Anche il portiere Pietro mi riconosce “Ma nun ce semo già visti io e te? Ma certo t’ho fatto vede’ li appartamenti miei! e quelli so’ già affittati ce stanno delle studentesse tranquille tranquille, nun se sentono..” Il Palazzo è super signorile sembra dei primi del novecento, ha un giardino quadrato molto curato con cespugli verdi potati a puntino. Dai quattro lati del giardino partono 4 ingressi anch’essi molto eleganti. Penso ad Anna Magnani che corre per la via e viene ammazzata dai nazisti in un palazzo che invece era popolare, insomma povero. Ma la casa è troppo signorile fuori e un po’ triste dentro non mi convince, poi il portiere è pericoloso, sa sempre tutto. Il portiere sente quello che pensi non gli puoi sfuggire e infatti sente che non sono convinta e mi lancia l’ultima sua carta, l’adulazione “Ma cos’avevi detto che facevi?  nel cinema no?”. Ma non ci casco e poi è sempre accanto al treno.

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