Il tram numero 5 e il futuro

Dopo questi giorni passati assieme ai rifugiati eritrei ed etiopi di Piazza Indipendenza, dopo le cariche, dopo il disgusto a sentire tante notizie false e tendenziose e l’onda di razzismo, di bava alla bocca che ormai si manifesta ovunque, dopo i prima i romani, i prima la legalità, dopo la manifestazione di oggi che si è conclusa con un presidio che rimarrà in Piazza Venezia, dopo aver vissuto la fatica di queste persone, ormai in strada da una settimana che stasera si sono riorganizzate, hanno mandato la delegazione a prendere l’autorizzazione per il presidio in questura (fino a lunedì che forse qualcuno deIMG_20170826_170353lla giunta del comune di Roma tornerà dalle vacanze e dai selfie fatti in spiaggia per parlare con loro), dopo tutto questo sono tornata a casa e ho preso il tram n5.
E lì mi sono consolata. Perché oltre alla famiglia peruviana e ai giovani uomini bengalesi, pakistani e magrebini sono salite ad un certo punto due ragazzine penso filippine sui 17 anni in shorts che ridevano come si ride a quell’età sceme e perennemente eccitate, che guardavano il cellulare parlavano di ragazzi e mandavano messaggi al padre ‘non torno stasera, padre! esco!’. Ecco guardando quelle ragazze ho pensato che gli altri avevano perso, e che loro invece erano il futuro.
I salvini, i grillini, i fascistini possono urlare quello che vogliono a media unificati ma il futuro è di queste ragazze.
Il futuro è di Mary la bambina di otto anni che in questi giorni ha dormito per strada dopo lo sgombero di piazza indipendenza. Mary ha le trecce in capo ed è argento vivo, quando le fai le domande risponde estremamente scocciata esattamente come fa il mio nipote mediano che ha la sua età ed esattamente come lui però non perde occasione per cercare coccole e attenzione. La mamma di Mary ha attraversato il mare, ha perso il marito, ha chiesto ed ottenuto asilo politico, ha lottato per avere una casa, ha lottato per difenderla. Mari crescerà come figlia di una madre che ha lottato sempre.
Io già me l’immagino e per me stessa spero che rimanga in Italia.
I paesi europei, le città europee sono diventate multiculturali per un’immigrazione che veniva dalle colonie negli anni 60, 70, gli Stati Uniti sono una nazione di immigrati e si sono mischiati con gli africani in seguito ad un mercato di schiavi, che poi hanno scoperto essere uomini e donne con le stesse aspirazioni di tutti gli uomini e donne.
Questo è il momento dell’Italia il momento di un’immigrazione comunque importante che necessariamente la cambierà, in particolare succederà nelle grandi città dove questi fenomeni sono più evidenti, diventeremo la Belleville di Pennac e la Londra di Sadik Kahn.
Magari Mary sarà la nostra Sadik Kahn.
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