Momento Frida

Non ci avevo più pensato fino al giorno dell’appuntamento, e poi eccomi là, di nuovo in fila in un ospedale. Questa volta con il mio amico che almeno mi tirava su dicendo un sacco di stupidaggini, anche se questo non ci ha impedito di incontrare la solita recidiva che era stata chiamata in anticipo per vedere per bene quello che altri esami avevano evidenziato. Lei che viene da Cassino o giù di lì ci dice che la prima volta aveva fatto finta di niente perché c’era la figlia incinta delle gemelle e la madre con un altro tipo di tumore, è stata la sorella, che l’accompagnava anche quel giorno, che l’ha trascinata dal dottore ed è stata presa per i capelli.

E poi mi chiamano, mi tocca la famosa biopsia con il mammotome.  “Si tolga il sopra, anche il reggiseno”. Un’infermiera mi cosparge il seno da esaminare di betadine e mi fa sdraiare su un lettino, con un buco. Nel buco ci va la poppa. Prima però l’infermiera mi infila un agocannula nel braccio, lo tappa. Dice ‘non serve a niente è solo in caso succeda qualcosa, così abbiamo già la via pronta, poi sa lei sarà a due metri di altezza così è più facile’. Ah ok. Super.
Mi metto sul letto e il letto viene alzato effettivamente più o meno a due metri dal pavimento una dottoressa inizia a spingere il lettino a scatti per la stanza, mi sento una  libreria billy che qualcuno cerca di spostare per casa senza togliere i libri dentro.  Dopo di che mi mettono sopra il mammotome e devono prendere le misure con la tetta. ‘vieni un po’ più avanti, no un po’ più indietro’ e intanto la spiaccicano dentro un mammografo. Sul lettino con la testa girata a destra già non a mio agio vedo questo carrello di forma rotonda con agganciato un tubo e in fondo al tubo un ago, non so a me sembrava una lancia.. tipo quelle medievali usate dai cavalieri nelle disfide all’ultimo sangue. Solo che io non ho lo scudo.

E niente con quella lancia fanno 6 prelievi delle microcalcificazioni che devono esaminare, in ordine circolare, quindi a giro dentro la tetta, con anestesia locale.. (Ma non doveva essere una stupidaggine???? un aghino e via?). Odio tutti, soprattutto il radiologo che sembrava essere alla sua prima volta.. ‘allora io dovrei fare così no?’ ma anche l’altra dottoressa che girava tra le varie sale e arrivava urlando ‘ma che stai facendo! non con questa irruenza!’ come se non ci fosse una persona sveglia attaccata alla tetta. Comunque tra un urlo e un’incertezza fanno sti prelievi in due volte. Prima tre, si fermano e li portano in laboratorio per vedere se è stato risucchiato il materiale giusto (e se non lo è?) . Poi i secondi tre. E poi ti mettono un repere, un minuscolo pezzo di titanio nel punto dove hanno effettuato il prelievo ‘Così per le prossime volte i dottori sanno in che punto è stata effettuata la biopsia’ (le prossime volte?). Il titanio rimane a vita e assicurano che non darà nessun fastidio. Per metterlo un altro ago sottile e lunghissimo con una farfalla a metà. Pensavo fosse la fine e invece sento il radiologo uomo in difficoltà, arriva l’altra dottoressa, ‘no ma che fai ti si è incastrato! perché gli uomini hanno sempre dei problemi con il repere?’. Lì ormai con il collo dolorante per la posizione prolungata bestemmio il nome del signore in quel fantastico ospedale cattolico e dico all’infermiera che mi era a portata ‘[@#$%!bestemmia] si è incastrato l’ago nella mia tetta???’. L’infermiera nervosa ‘ eh he noo ma che dice nella macchina..’. Dentro di me ancora tante parole contro il signore e tutti i suoi parenti.  Prendono il secondo ago lunghissimo e alla fine sto repere è dentro.

Il peggio viene dopo un dolore alla tetta e al braccio, che piano piano passa ma ci vogliono giorni. Almeno a me. E l’altro giorno mi sono tolta il cerotto e ho visto per la prima volta la poppa offesa, il livido di mille colori enorme, quei cosi cerotti punti come si chiamano. E insomma non pensavo, ma mi ha fatto parecchia impressione. Dopo un piagnetto, ho pensato che ci volevano delle foto artistiche, che se fossi stata una attrice o una modella avrei lanciato una campagna per la prevenzione per il cancro al seno. E anche sono non sono un’attrice famosa mi è preso il momento Frida Kahlo, esporre le ferite, la parte del corpo di cui ti vergogni ma che improvvisamente ti è così cara.

Poi siccome sono pur sempre figlia di buona famiglia ho sfocato tutto.
Comunque il concetto è quello: sorelle andate a farvi i controlli.
E non siamo sole.

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