About me / Su di me

Su di me / Quasi una confessione
(English below)

ritatto cecilia
foto di Luca Galassi

La prima vita 
Sono una giornalista da ormai 15 anni, ho iniziato con Novaradio, la radio dell’Arci di Firenze, ricordo ancora il servizio sul giardino botanico di Firenze, avevo sbagliato l’orario il luogo, recuperai un’intervista per un pelo tornai in redazione con il mio capo che mi diceva tranquilla hai dieci minuti per scriverlo e registrarlo. Allora si usavano le cassette, il radio giornale consisteva in una fila di cassette ‘puntate’ al punto giusto, una per ogni servizio, che il dj /regista lanciava al segnale del giornalista che leggeva in diretta il gr. Mi ricordo anche il primo radio-giornale letto in diretta, ero terrorizzata. E poi mi sono innamorata dell’adrenalina. La mia vita e la mia carriera e i miei studi mi hanno portato prima a fare tutto in quella radio, dal radio giornale ai dibattiti in diretta, servizi. La crew dei giornalisti di Novaradio seguiva i grandi meeting che all’epoca volevano cambiare il mondo, dal Meeting Internazionale Antirazzista, ai Social Forum, agli eventi del Movimento dopo Genova 2001. Abbiamo partecipato attivamente al network di Radio Gap. Altri tempi decisamente. I miei amici/colleghi di allora sono ancora i miei più stretti amici di ora quelli che chiamo quando sono in difficoltà lavorative o personali.

I miei progetti più amati sono stati i radio documentari storici. Nei primi anni della radio infatti mi stavo laureando in Storia contemporanea.  E’ per questo che sono nati ‘Libere Frequenze in Toscana’  la resistenza raccontata alla radio, progetto finanziato dal Consiglio regionale toscano in occasione del 50ennale della Liberazione. Successivamente “Il secondo sesso” finanziato dal comune di Firenze sulla storia delle donne, sempre in collaborazione con Valentina Baronti di Novaradio e le storiche Marta Bonsanti e Monica Pacini. La mia tesi nel 2003 fu sulla camera del lavoro a guida anarchica di Carrara, Il governo del Marmo si intitolava, vinse il premio Lunigiana Storica e fu promessa una pubblicazione, purtroppo mai avvenuta.

La seconda vita

Sarajevo foto Cecilia Ferrara
Sarajevo foto Cecilia Ferrara

Inquieta, parto nel 2007 prima per il nordest, con un master a Portogruaro e un appartamentino a Venezia e scopro un’altra Italia, un’Italia di confine dove si parla serbo, tedesco, sloveno, veneziano e furlàn, dove si beve assai e dove i confini erano contesi e cambiavano ogni 30 anni e anche meno. Mi innamoro di Venezia dei vicoli, della nebbia, del puzzo d’umido, dello spritz, dell’ombra di vin bianco, del pesce delle barche storiche, perfino del carnevale e delle notti folli.

La porta si era comunque irrimediabilmente aperta verso Est.  Nel 2007 vado a Sarajevo e scrivo il mio primo pezzo per un giornale nazionale assieme al fotografo Paolo Cagnacci, con cui collaboro ancora adesso. Il primo pezzo era su una protesta degli abitanti di Srebrenica che avevano piantato una tendopoli a Sarajevo per protestare contro la sentenza della Corte di Giustizia Internazionale dell’Aja che decretava che a Srebrenica si era effettivamente consumato un genocidio, ma la Serbia non era imputabile per questo (quindi niente risarcimenti alle vittime). Grazie a quell’articolo iniziai a scrivere per Left Avvenimenti, grazie a Left Avvenimenti scoprii che i giornali nazionali possono benissimo non pagarti, ignorare le tue mail etc.

cecilia allo stadio kosevo
Stadio Kosevo, Sarajevo – @photoinc

Nell’estate del 2007 torno a Sarajevo e mi stabilisco là, scrivo per tutti Europa, Venerdì di Repubblica, Avvenire, Il Riformista, Limes, East On line, Osservatorio Balcani e Caucaso, faccio collegamenti per Radio Popolare etc. e inizio un blog con altri espatriati di cui piano piano mi approprio KaFanA  (sarà purtroppo cancellato fra poco). Ovviamente quello che mi dà da mangiare è in realtà la Cooperazione Italiana a Sarajevo per la quale curo l’Ufficio stampa, il sito internet e inizio a scrivere un progetto dedicato alla cultura proprio a Srebrenica. A Sarajevo partecipo all’organizzazione del Festival della Poesia Internazionale organizzato dall’Ambasciata Italiana e dedicato al Poeta Izet Sarajlić: “Non abbiate fretta di fare i poeti, ragazzi./Restate quanto più a lungo possibile nella fase prepoetica./Essere poeti nella vita non è lo stesso che essere poeti in un racconto./La poesia, sono le disfatte.” (Non abbiate fretta ragazzi di Izet Sarajlić, Qualcuno ha suonato, Multimedia Edizioni). In seguito ho partecipato all’organizzazione del primo festival del cinema italiano in Bosnia Erzegovina di Paolo Minuto, esperienza che mi ha segnato e mi sono portata nella mia terza vita. Nel 2009 mi trasferisco a Belgrado sempre per incarico della Cooperazione Italiana, per mettere su l’ufficio stampa e seguire la comunicazione. Ci starò fino al 2010 continuando a scrivere e a comunicare, abitando una piccola casetta a Cvijektova Pijaca quartiere periferico di Belgrado, dove tutti conoscevano me e il mio cane Max (che era in realtà bosniaco). Il Mercato dei fiori mi è rimasto nel cuore e mi è sembrato un buon titolo per un sito che raccogliesse storie dell’anima.

gay pride in Belgrade
Gay Pride Belgrado 2010 @Cecilia Ferrara

A chi mi chiede se preferisco Sarajevo o Belgrado rispondo che Sarajevo è il cuore e Belgrado è la testa e che è veramente difficile vivere senza l’uno e senza l’altro.

A fine 2010 torno da Belgrado, dopo essermi scontrata con gli hooligans del primo Belgrade Gay Pride e dopo aver celebrato i 10 anni dalla caduta di Milosevic. Porto il mio cane Max a Firenze a cui per il dispiacere verrà subito un tumore (ora sta bene).

La terza vita

narconomics
Presentazione Narconomics, foto Isabella Mancini

La terza vita inizia a Firenze con un anno in cui scrivo parte di un libro dedicato al traffico internazionale di cocaina ed eroina insieme a Matteo Tacconi, Roberta Petrillo, Stefania Bizzarri, Narconomics. Mi occupo della parte che riguarda il Balcani Occidentali e l’Europa del Nord. Scopro che manco con i libri si guadagna ne’ si diventa famosi. Bloccata da un colpo della strega scrivo un progetto per un Festival del Cinema Contemporaneo dei Balcani occidentali. Piace a Oxfam Italia che decide di portarlo per una linea di finanziamento Ue, a settembre ci dicono che siamo i primi non eletti, a novembre ci dicono che alla fine uno ha rinunciato e tocca a noi. Nasce il Balkan Florence Express praticamente mio figlio. I co-genitori sono Simone Malavolti, altro collega storico, Chiara Trevisani di Oxfam che era con me a Sarajevo, e Elisabetta Bacciotti di Oxfam che mi fa scoprire le gioie e i dolori di scrivere e portare avanti progetti Ue.

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Roma Piazza Venezia 2012, foto Cecilia Ferrara
balkan florence express
Serata d’apertura Balkan Florence Express 2012 @Ilaria Costanzo

Nel frattempo però mi trasferisco a Roma, per cercare fortuna e mi innamoro della città, sembra Belgrado, ma poi piano piano sembra Roma. Decido che è una città di cui difficilmente ci si annoia, paesone e metropoli, dura e accogliente, con una quantità di storia che c’è l’imbarazzo della scelta tra l’epoca romana, il rinascimento, il fascismo, il barocco, i papi, la democrazia cristiana, le brigate rosse, il ’77 , la pantera, la banda della Magliana e Mafia capitale. E’ qui che voglio vivere. Continuo a scrivere dopo la mafia balcanica e i traffici di droga mi avvicino al giornalismo investigativo e vinco insieme a Assia Rabinowitz un grant con cui portiamo a termine una storia sui fondi Ue buttati in quel pozzo senza fondo che è il sistema energetico di Gaza controllato dai personaggi più corrotti e più in alto sia dei Palestinesi che degli Israeliani, milioni su milioni mentre a Gaza l’elettricità c’è sei ore sì e sei ore no. Con la storia di Gaza siamo shortlistate per il Data Journalism Award e prendiamo un encomio nel premio Giornalistico europeo.
Nel 2012 assieme ad altri 8 giornalisti folli apriamo il primo centro di giornalismo investigativo sul modello dei centri no profit in USA, in Gran Bretagna e nell’est Europa. IRPI ormai è famosa, non grazie a me ancora, piuttosto grazie ai miei super colleghi, collabora con Collectiv, OCCRP, fa parte del Global Investigative Journalism Network, e continua a vincere grants su grants.

irpi
Irpi, board of directors

Nel frattempo lavoro per il Ministero del Lavoro Dipartimento Immigrazione e Integrazione come web editor di un sito integrazionemigranti.org. . Lavoro per due anni interessanti e ora tra le altre cose sono entrata nel magico mondo del fixing per giornalisti stranieri da Al Jazeera ai programmi di Cuochi avventurieri.
Dal novembre 2014 sono tornata all’origine partecipando al progetto di Radio Bullets di Barbara Schiavulli e Alessia Cerantola, le notizie che non sentirete e non leggerete da nessuna parte, per loro curo il lunedì una rubrica dedicata ai Balcani e all’est Europa.

Eccomi! vi ho detto tutto. In attesa della mia quarta vita.

ferrara.ce@gmail.com

cecilia.ferrara@irpi.eu

@ceciliafe

https://www.facebook.com/cecilia.ferrara

About me, almost a confession (English Bio)

 

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