Il tram numero 5 e il futuro

Dopo questi giorni passati assieme ai rifugiati eritrei ed etiopi di Piazza Indipendenza, dopo le cariche, dopo il disgusto a sentire tante notizie false e tendenziose e l’onda di razzismo, di bava alla bocca che ormai si manifesta ovunque, dopo i prima i romani, i prima la legalità, dopo la manifestazione di oggi che si è conclusa con un presidio che rimarrà in Piazza Venezia, dopo aver vissuto la fatica di queste persone, ormai in strada da una settimana che stasera si sono riorganizzate, hanno mandato la delegazione a prendere l’autorizzazione per il presidio in questura (fino a lunedì che … Continua a leggere Il tram numero 5 e il futuro

la cassetta / the tape

Cosa fare delle cassette raccolte tra gli anni ‘80 e ’90? I vinili, si sa, hanno ancora un certo fascino, una certa dignità. Le cassette, diciamocelo, sono una merda. E invece guardo quelle scatole piene di cassette e mi piglia un gran magone. Cosa fare delle compilation fatte da amanti, aspiranti amanti, amiche e amici? Quelle che ci impieghi un pomeriggio per mettere una canzone dopo l’altra e per scrivere bene, magari con qualche disegnino, i titoli delle canzoni e dentro, la dedica. E le compilation che uno si fa da se’, magari registrando la canzone alla radio, con la … Continua a leggere la cassetta / the tape

Zemun kej

Zemun è una delle zone più belle di Belgrado, in realtà è proprio una piccola città. L’ultima città dell’impero austroungarico prima della belgrado allora sotto l’impero ottomano. Sul Danubio, con case basse stile primi del novecento è un gioiellino, una tranquilla città di mare. Che il Danubio lì sembra proprio il mare. Anche se la sua unica nomea a livello internazionale se l’è fatta per essere la sede del famigerato clan di Zemun, sanguinari mafiosi che assieme a parte dei servizi segreti di Milosevic (e anche dopo) tenevano in pugno la città e il paese. Zemun è anche la zona … Continua a leggere Zemun kej