Antidroga 2009

uno dei punti di forza di tali organizzazioni (OC sudest europa) è il controllo strategico e la gestione della rotta balcanica che collega il produttore del 90% dell’eroina mondiale (l’Afghanistan) con il suo consumatore più remunerativo (l’Europa occidentale). il tragitto in uscita dalla Bulgaria, dove l’eroina giunge superato il Bosforo è cambiato nel tempo.  La Rotta Balcanica originale passava direttamente attraverso l’ex Yugoslavia dove, durante l’era Milosevic, il traffico è stato calcolato in due tonnellate di eroina al mese attraverso il paese. Questo verosimilmente avvenne con il consenso e la partecipazione del regime. dureante la guerra questo accordo sembrava essersi … Continua a leggere Antidroga 2009

Zemun kej

Zemun è una delle zone più belle di Belgrado, in realtà è proprio una piccola città. L’ultima città dell’impero austroungarico prima della belgrado allora sotto l’impero ottomano. Sul Danubio, con case basse stile primi del novecento è un gioiellino, una tranquilla città di mare. Che il Danubio lì sembra proprio il mare. Anche se la sua unica nomea a livello internazionale se l’è fatta per essere la sede del famigerato clan di Zemun, sanguinari mafiosi che assieme a parte dei servizi segreti di Milosevic (e anche dopo) tenevano in pugno la città e il paese. Zemun è anche la zona … Continua a leggere Zemun kej

Le parole degli “internazionali”

Le parole degli “internazionali” Posted by lucy on 2 February 2010 , No comment scrive Simone  da Prijedor Arrivo a Prijedor, come ogni mese da un anno a questa parte e, come sempre, nel giro di una giornata vengo travolto dal contesto locale. Arrivo sabato sera e domenica vado in centro a piedi senza fretta. Lungo il percorso mi imbatto in alcuni nuovi manifesti raffiguranti Šešelj con cuffie e microfono, evidentemente in un’aula di tribunale, con la scritta, rigorosamente in cirillico: “Na mući se poznaju junaći”, “Nelle difficoltà si riconoscono gli eroi”. Il manifesto non viene “rivendicato” da nessun gruppo o … Continua a leggere Le parole degli “internazionali”